Intrighi e Vicende

LA STORIA DEL BORGO

Castello della Pieve fu costruito in prossimità di un antico tempio pagano dedicato, secondo la tradizione, al Dio del fiume Metauro.
Il Castello sorse dopo la disgregazione dell’Impero Romano nel XII sec., venne fortificato per difendere l’antica Pieve d’Ico, attuale Mercatello sul Metauro.
Con le sue alte torri in grandi conci di pietra, gli armigeri difesero questa nobile terra dagli intrighi di cavalieri erranti e dalle congiure di potenti.
Il Castello Medievale ebba così un ruolo di rilievo nella geografia militare della Massa Trabaria, roccaforte Guelfa e Vassalla della Santa Sede.

Correva l’anno 1301 quando a Castello della Pieve, il valoroso Carlo di Valois, fratello del Re di Francia, decretò insieme al rettore di Massa Trabaria l’esilio di Dante Alighieri.
Dame, Messeri e Falconieri subirono misteriosi sortilegi che cambiarono il loro destino tra giorni di battaglia e notti che sembravano interminabili, illuminate dalle stelle e dai chiarori dei lumi.
Le nobili terre del Montefeltro diedero i natali ad artisti come Raffaello e Bramante ed ispirarono i dipinti di Piero della Francesca nato nelle attigue terre.

Si narra che al tramonto, viandanti ed artisti, presero riparo a Castello della Pieve, ultimo rifugio in prossimità dell’unica strada che li avrebbe condotti in Umbria e Toscana per evitare di affrontare probabili agguati notturni dei briganti nascosti tra i fitti boschi del valico di Bocca Trabaria.
Col tempo, una sola Torre rimase a dominare la valle, mentre gli armigeri abbandonarono il Castello e queste mura divennero un borgo abitato dalle genti del contado.
Nella seconda metà del 900, questo borgo divenne un luogo fantasma finchè venne recentemente restaurato.
L’antica chiesetta, ancora consacrata, dedicata a San Giovanni Battista, con il protiro a tre archi coperto da una volta e un grazioso campanile, aggiunge valore al borgo.